Il rapporto tra l’uomo e il cane è antico quanto la storia stessa. Alcuni fossili indicano che questo legame potrebbe avere decine di migliaia di anni. Recenti scoperte e tecnologie avanzate stanno svelando nuovi dettagli su come i lupi selvatici si siano trasformati nei fedeli compagni che conosciamo oggi.
L’evoluzione del cane domestico è un processo complesso e affascinante che si è sviluppato nel corso di migliaia di anni, durante i quali lupi e cani si sono incrociati più volte, rendendo difficile distinguere tra le specie basandosi solo sui fossili o sul DNA (Serpell, 1995). Gli studiosi utilizzano ora una combinazione di tecniche all’avanguardia per analizzare i resti fossili, confrontando le caratteristiche fisiche dei canidi antichi con quelle dei lupi e dei cani moderni.
L’importanza dei fossili
Quando si esaminano i fossili di antichi cani, i ricercatori si concentrano su caratteristiche come la forma del cranio, le dimensioni del muso e la disposizione dei denti. Questi elementi vengono confrontati con quelli di cani e lupi moderni, ma anche con fossili più antichi di entrambe le specie. Grazie a tecniche come la morfometria geometrica, che permette di analizzare in dettaglio la struttura ossea, gli scienziati possono studiare l’evoluzione di questi animali e identificare esemplari di transizione, noti come protocanidi (Larson et al., 2012).
Un esempio significativo è il cranio di un cane ritrovato a Goyet, in Belgio, che risale a circa 36.000 anni fa. Questo fossile rappresenta uno dei primi esempi di cane del Paleolitico e offre una visione unica sulle prime fasi dell’evoluzione del cane domestico (Germonpré et al., 2009).
La connessione tra uomini e cani
L’analisi di fossili come quello di Bonn-Oberkassel, risalente a circa 14.000 anni fa, non solo ci racconta l’evoluzione fisica del cane, ma ci offre anche uno spaccato sulla relazione tra uomini e cani nell’antichità (Street, Napierala, & Janssens, 2015). Questo cucciolo, sepolto insieme a due esseri umani, dimostra che i cani non erano solo utili per la caccia, ma avevano un legame emotivo con gli esseri umani. Questo livello di vicinanza indica che i cani erano già trattati come membri della famiglia.
Un altro esempio affascinante è il ritrovamento di resti di cani nella valle del fiume Illinois, negli USA, risalenti a circa 10.000 anni fa. Questi cani sono stati sepolti senza segni di strumenti umani, il che suggerisce che non furono uccisi intenzionalmente e che la loro morte potrebbe essere stata naturale. Questi ritrovamenti offrono ulteriori prove della stretta relazione tra uomo e cane, ben prima dell’era moderna (Morey, 2010).
Tracce nel DNA: l’origine dei cani
La ricerca scientifica sta facendo passi da gigante anche grazie allo studio del DNA mitocondriale, che ha aiutato a tracciare la storia evolutiva dei cani. Anche se i cani e i lupi moderni condividono il 99,9% del loro DNA, i ricercatori possono individuare variazioni genetiche che offrono indizi su quando e dove i cani furono addomesticati (Ollivier et al., 2018).
Alcune delle ipotesi più recenti suggeriscono che l’addomesticamento potrebbe essere avvenuto in Asia orientale, forse in Siberia, circa 23.000 anni fa. Altri studi indicano che potrebbe essersi verificato in più luoghi, come il Medio Oriente e l’Europa, e che potrebbe essere avvenuto in momenti diversi (Skoglund et al., 2015).
Nonostante i progressi nella ricerca genetica, c’è ancora molto da scoprire. Alcuni studi, come quello del 2022, suggeriscono che cani e lupi si sono separati già 40.000 anni fa, e i fossili rinvenuti in Siberia, Belgio e Repubblica Ceca supportano l’idea che l’addomesticamento possa essere avvenuto in più di un luogo (Bergström et al., 2020).
Alla ricerca delle origini
La domanda su dove e quando i cani siano stati addomesticati resta aperta, ma ogni nuova scoperta porta gli scienziati più vicini a una risposta. I fossili e le analisi genetiche indicano che il processo potrebbe essere stato lungo e complicato, coinvolgendo non solo una ma diverse popolazioni di lupi e esseri umani in tutto il mondo.
Le tecnologie moderne, dalla datazione al radiocarbonio all’analisi genetica, stanno dando un contributo cruciale a queste ricerche. Col passare del tempo, siamo sempre più vicini a comprendere non solo come i cani siano diventati parte della nostra vita, ma anche quanto sia antica e profonda la nostra connessione con loro.
Bibliografia
- Bergström, A., et al. (2020). Origins and genetic legacy of prehistoric dogs. Science, 370(6516), 557-564. DOI: 10.1126/science.aba9572
- Germonpré, M., et al. (2009). Fossil dogs and wolves from Pleistocene Belgium. Journal of Archaeological Science, 36(2), 473-490. DOI: 10.1016/j.jas.2008.09.022
- Larson, G., et al. (2012). Rethinking dog domestication by integrating genetics, archeology, and biogeography. Proceedings of the National Academy of Sciences, 109(23), 8878-8883. DOI: 10.1073/pnas.1203005109
- Morey, D. F. (2010). Dogs: Domestication and the development of a social bond. Cambridge University Press.
- Ollivier, M., et al. (2018). Dogs entered Europe with Neolithic farmers: genetic evidence from ancient European dogs. Proceedings of the Royal Society B, 285(1879), 20180992. DOI: 10.1098/rspb.2018.0992
- Serpell, J. (1995). The Domestic Dog: Its Evolution, Behaviour and Interactions with People. Cambridge University Press.
- Skoglund, P., et al. (2015). Ancient wolf genome reveals an early divergence of domestic dog ancestors and admixture into high-latitude breeds. Current Biology, 25(11), 1515-1519. DOI: 10.1016/j.cub.2015.04.019
- Street, M., Napierala, H., & Janssens, L. (2015). The late Paleolithic dog from Bonn-Oberkassel. Journal of Archaeological Science, 40(9), 3764-3774. DOI: 10.1016/j.jas.2013.04.023