Nel mio lavoro e nella mia esperienza personale, mi è capitato di ascoltare storie di persone che, di fronte a problemi comportamentali del loro cane, decidono di cederlo, incapaci di gestire la situazione. Ma cosa significa davvero “gestire” un cane? Cosa rappresentano comportamenti come tirare al guinzaglio, abbaiare, ringhiare o addirittura mordere? Per comprendere queste domande, dobbiamo partire da un presupposto fondamentale: il cane comunica con noi attraverso il suo linguaggio, che non è fatto di parole ma di segnali, posture, suoni e comportamenti.
Il linguaggio del cane: un codice spesso incompreso
Il cane non parla italiano, né nessun’altra lingua umana. Già il fatto che riesca a interpretare parte del nostro complesso linguaggio fatto di gesti, toni e suoni è una testimonianza della sua incredibile adattabilità. Tuttavia, spesso non siamo chiari nelle nostre richieste: mescoliamo gesti contraddittori con parole poco comprensibili, e ci aspettiamo che il cane capisca tutto perfettamente. Pretendere che un cane intuisca automaticamente le nostre intenzioni è irrealistico.
Quando un cane tira al guinzaglio, abbaia o ringhia, sta cercando di comunicare qualcosa. Potrebbe essere stress, paura, frustrazione o eccitazione. Dietro ogni comportamento c’è un’emozione e una motivazione che meritano di essere comprese. Ignorare questo e considerare il cane come un problema da “gestire” significa non riconoscere il cuore della questione: il problema non è il cane, ma la relazione tra il cane e il proprietario.
La gestione come problema di relazione
L’“incapacità di gestire” è, spesso, una difficoltà nel costruire un dialogo reciproco e una relazione basata sulla comprensione. Per aiutare il cane a vivere in armonia con noi, è necessario investire tempo e impegno per imparare il suo linguaggio, capirne i segnali e rispondere in modo coerente e rispettoso. Significa anche mettere in discussione il nostro approccio e chiederci: “Sto facendo tutto il possibile per rendere questa convivenza positiva?”
Spesso le persone credono che educare un cane sia solo questione di addestramento, ma si tratta di molto di più. È un percorso di crescita reciproca, dove entrambi impariamo a convivere rispettando i bisogni e le emozioni dell’altro. Abbandonare un cane dopo anni di convivenza è una scelta drammatica che spesso nasconde una profonda incomprensione. È nostro dovere, come proprietari, educatori e cinofili, aiutare a costruire relazioni migliori tra persone e cani. Questo richiede pazienza, consapevolezza e, talvolta, l’aiuto di professionisti che possano guidarci nella lettura del comportamento del cane e nel migliorare la nostra comunicazione con lui.
Le emozioni del cane abbandonato
Immaginiamo per un momento le emozioni che il cane prova quando viene ceduto o portato in canile. Per un cane, la sua famiglia è il suo branco, il suo punto di riferimento emotivo e sociale. Essere allontanato da questo legame significa sperimentare confusione, paura e solitudine. Non comprende perché sia stato lasciato, né cosa abbia fatto di sbagliato. Per lui, è come perdere tutto ciò che conosce e ama. Questa sofferenza non può essere ignorata.
Studi scientifici dimostrano che i cani abbandonati sperimentano un aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e possono sviluppare comportamenti depressivi o ansiosi. Queste emozioni non si risolvono magicamente con un nuovo proprietario: il trauma dell’abbandono può influenzare profondamente la capacità del cane di fidarsi e relazionarsi in futuro.
Prima di prendere una decisione
Prima di arrivare a decisioni estreme, è importante fermarsi, ascoltare e cercare soluzioni. I cani, con il loro amore incondizionato, meritano che facciamo tutto il possibile per capirli. Alla fine, il problema non è mai solo del cane, ma della relazione che siamo stati in grado di costruire con lui. Investire nella relazione con il proprio cane non significa solo garantirgli benessere fisico, ma anche arricchirlo emotivamente e cognitivamente, assicurandoci che si senta parte integrante della nostra vita.
Bibliografia
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- Horowitz, A. (2019). Our Dogs, Ourselves: The Story of a Singular Bond. Scribner.
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- Overall, K. L. (2013). Manual of Clinical Behavioral Medicine for Dogs and Cats. Elsevier Health Sciences.
- Serpell, J. (1995). The Domestic Dog: Its Evolution, Behavior and Interactions with People. Cambridge University Press.