Socializzare al guinzaglio? Ecco perché è meglio evitarlo.

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Quando siamo in passeggiata e incontriamo altri cani, ci si chiede se lasciarli “socializzare” sia una buona idea. Ma cosa intendiamo veramente per socializzazione? Spesso si pensa che i cani sappiano già socializzare naturalmente, il che è vero, però è importante distinguere tra la socialità innata del cane e la socializzazione come adattamento al mondo umano. Mentre i cani possiedono abilità sociali naturali, l’ambiente domestico e urbano richiede loro di adattarsi a incontri e interazioni diverse rispetto a quelle in un contesto selvatico o familiare, e qui entra in gioco il nostro intervento come proprietari.

Molte volte il proprietario pensa che socializzare significhi permettere ai cani di incontrarsi al guinzaglio per “conoscersi” durante la passeggiata. In realtà, la socializzazione è un processo ben più complesso che va oltre il semplice incontro. Per un cane, socializzare significa imparare a relazionarsi con l’ambiente, con le persone e con altri cani in modo equilibrato e positivo. Richiede quindi che possa esprimere tutti i comportamenti di avvicinamento, conoscenza e allontanamento che gli sono naturali.

La risposta, basata su osservazioni scientifiche del comportamento canino, suggerisce che i cani al guinzaglio non riescono a socializzare correttamente e che, in molti casi, potrebbero persino non volerlo fare. Quando i cani sono liberi, possono scegliere se e come avvicinarsi con i loro tempi, valutare l’altro cane attraverso una serie di segnali calmanti, e persino evitare un incontro se non lo trovano gradevole. Al guinzaglio, però, queste possibilità vengono limitate: i cani non possono allontanarsi, utilizzare il loro linguaggio corporeo in modo naturale e, in molti casi, si sentono forzati nell’interazione. Questo può aumentare lo stress e causare incomprensioni che sfociano in comportamenti indesiderati.

Anche se i cani possiedono capacità sociali innate, il guinzaglio e il contesto urbano limitano fortemente la loro possibilità di interagire secondo i propri tempi e modalità. La vera socializzazione avviene quando il cane può scegliere come e quando avvicinarsi, libero di esprimere il suo linguaggio naturale.

La socializzazione corretta, quindi, non avviene al guinzaglio, dove i cani non hanno libertà di movimento né la possibilità di esprimere il loro linguaggio naturale. Anche se i cani sanno socializzare tra loro, è spesso il nostro ambiente e le nostre pretese di comportamento a impedirglielo. Questo tipo di conoscenza o socializzazione (termine che non mi entusiasma: come dicevo i cani sanno socializzare non dobbiamo insegnar loro nulla) può essere gestito meglio in un ambiente controllato e sicuro (ad esempio un campo cinofilo) con una lunghina. Così il cane può prendere le proprie decisioni, mantenendo la giusta distanza o avvicinandosi solo se lo desidera, senza pressioni, e rispettando i suoi tempi naturali.Socializzare al guinzaglio: una limitazione alla comunicazione naturale

Quando i cani sono liberi, possono avvicinarsi e conoscersi attraverso una sequenza di comportamenti specifici, che includono segnali di calma, movimenti laterali e annusamenti, che permettono loro di valutare l’altro individuo senza pressione. Invece, al guinzaglio, queste dinamiche sono limitate: il cane non ha la possibilità di muoversi liberamente o allontanarsi, e la sua capacità di comunicare viene ridotta. Questo può portare a tensioni, incomprensioni o reazioni aggressive, poiché la libertà di scelta viene compromessa.

Gli studi di etologia sul comportamento sociale dei cani evidenziano che la corretta socializzazione richiede uno spazio libero, dove il cane può esercitare la propria volontà. Diversi ricercatori, come Turid Rugaas, hanno documentato come i cani segnalino stress o disagio quando sono costretti ad avvicinarsi a un altro cane senza possibilità di scelta, cosa che accade spesso al guinzaglio.

Cani al guinzaglio e il concetto di ‘branco di appartenenza’

È importante ricordare che, sebbene i cani siano animali sociali, non hanno un bisogno biologico di interagire con ogni cane che incontrano. In natura, i cani selvatici e i lupi vivono in gruppi sociali (il “branco di appartenenza”) e sviluppano legami stretti all’interno di questo gruppo, mentre sono spesso diffidenti verso altri gruppi. Anche i cani domestici tendono a essere più a loro agio con i membri del “loro” branco, che può includere altri cani di casa e, soprattutto, i membri umani della famiglia.

Molti cani non provano interesse o gradimento nell’incontro con estranei, soprattutto se si tratta di altri cani. Alcuni studi su cani domestici indicano che i livelli di cortisolo (ormone dello stress) possono aumentare in caso di incontri forzati al guinzaglio con altri cani, poiché vengono percepiti come invasivi o stressanti.

Possibili rischi comportamentali e conseguenze indesiderate

Costringere un cane a interazioni forzate può creare ansia e reazioni negative. Inoltre, quando due cani si incontrano al guinzaglio, la posizione ravvicinata dei proprietari spesso intensifica il disagio, poiché il cane potrebbe percepire la situazione come una minaccia. Questa sensazione viene amplificata dal guinzaglio, che limita ogni possibilità di movimento libero e può dare origine a comportamenti aggressivi reattivi.

In sintesi, incoraggiare la socializzazione dei cani al guinzaglio spesso comporta più rischi che benefici. La socializzazione è importante, ma deve avvenire in un contesto controllato e rilassato, dove il cane possa interagire liberamente e ritirarsi se lo desidera. Se il cane non gradisce l’incontro con altri, questo deve essere rispettato, senza forzature.

La socializzazione dei cani è un aspetto importante per il loro benessere, ma va gestita in modo rispettoso della loro natura e delle loro preferenze. Forzarli a socializzare al guinzaglio limita le loro capacità di comunicazione e, in molti casi, aumenta lo stress e le reazioni negative. Sia per sicurezza che per il rispetto del linguaggio canino, è consigliabile evitare la socializzazione al guinzaglio e riservare le interazioni sociali ad ambienti più appropriati, dove possano esprimere il loro linguaggio in modo completo e naturale.

Bibliografia

Rugaas, Turid (2006). On Talking Terms with Dogs: Calming Signals. Dogwise Publishing. Questo libro è una delle principali fonti sui segnali di calma nei cani e spiega come i cani comunicano in modo naturale, specialmente in situazioni sociali. È una base utile per comprendere perché la socializzazione forzata al guinzaglio può generare tensioni e fraintendimenti.

Bradshaw, John W. S. & Nott, H. M. R. (1995). Social and communication behaviour of companion dogs. In J. Serpell (Ed.), The Domestic Dog: Its Evolution, Behaviour, and Interactions with People (pp. 115-130). Cambridge University Press. Questo capitolo esplora il comportamento sociale e comunicativo dei cani domestici, fornendo una base scientifica sulle modalità con cui i cani si relazionano tra loro e con gli umani, inclusi gli effetti della restrizione data dal guinzaglio.

Horowitz, Alexandra (2009). Inside of a Dog: What Dogs See, Smell, and Know. Scribner. Un testo che offre una visione approfondita del modo in cui i cani percepiscono il mondo, analizzando come le restrizioni (come il guinzaglio) possono alterare il loro comportamento naturale e la loro comunicazione.

Yin, Sophia (2009). Low Stress Handling, Restraint, and Behavior Modification of Dogs and Cats: Techniques for Developing Patients Who Love Their Visits. CattleDog Publishing. Questo libro include tecniche di gestione e di riduzione dello stress, con particolare attenzione a come le restrizioni fisiche influenzano il comportamento sociale dei cani.

Bekoff, Marc (2002). Minding Animals: Awareness, Emotions, and Heart. Oxford University Press. Bekoff esplora la consapevolezza e le emozioni animali, inclusa l’importanza della libertà di scelta per un’interazione sociale sana tra cani, sottolineando come le restrizioni possano limitare la capacità dei cani di esprimere il loro comportamento naturale.

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