Comprendere il maschio Alfa e il Capobranco da una prospettiva scientifica

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Come educatore cinofilo, mi trovo spesso a dover affrontare il tema del “maschio alfa” e del “capobranco”. Queste idee sono state spesso fraintese e utilizzate per giustificare metodi di addestramento basati sull’imposizione e sulla dominanza. Questo articolo non vuole affatto dire che non esiste la dominanza nel branco di lupi, anzi essa fa parte dell’etologia specifica del cane. Tuttavia, non è attuabile all’interno di un gruppo famiglia come il nostro, che rappresenta un tipo di branco completamente diverso.

È importante conoscere le dinamiche, le interazioni e i comportamenti del branco, ma queste conoscenze dovrebbero servirci come strumento di comprensione e non come un vademecum per il comportamento del “canis familiaris”.

Spesso mi viene detto: “Ma se educhi un cane aggressivo, devi essere più aggressivo di lui”, oppure “Piuttosto che un cane vada in canile, è meglio usare metodi coercitivi per salvarlo”, o ancora “Allora tu sei un buonista che fa fare al cane quello che vuole”, e infine “Ma tu non dici mai no al tuo cane?”
Come tecnico in riabilitazione comportamentale, rispondo a queste domande chiarendo subito che:

  1. Aggressività
    Rispondere all’aggressività con l’aggressività non risolve i problemi comportamentali, ma spesso li peggiora. Un approccio basato sulla gestione delle cause del comportamento aggressivo è molto più efficace.
  2. Metodi coercitivi
    L’uso di metodi coercitivi può avere conseguenze negative a lungo termine, tra cui un aumento dello stress e della paura nel cane, che possono portare a comportamenti ancora più problematici.
  3. Buonismo
    Non si tratta di buonismo il mio, ma di applicare tecniche basate su solide evidenze scientifiche. Un leader efficace guida il proprio cane con rispetto, comprensione e cooperazione, non con la forza bruta.
  4. Dire “no” al cane
    Certo che dico “no” al mio cane e lo faccio in maniera decisa, incisiva e assertiva. Tuttavia, appena il comportamento negativo si interrompe, prevale il “bravo!” Premiare il comportamento corretto è fondamentale per insegnare al cane cosa ci si aspetta da lui.

È chiaro che l’umano deve essere il leader del gruppo umani-canidi, ma può esserlo senza alcuna forma di dominanza intesa come prevaricazione fisico-mentale, perché l’uomo, al contrario del cane, può analizzare meglio la situazione e mettere in atto una serie di comportamenti da leader senza alcuna (fraintesa da molti) dominanza. In questo articolo, esplorerò l’origine di questi concetti, perché sono inaccurati e come possiamo utilizzare approcci di addestramento ed educazione più efficaci e rispettosi ma soprattutto basati su prove scientifiche.

L’origine del “mitico maschio alfa”

Il concetto di “maschio alfa” è nato da studi sui lupi in cattività condotti negli anni ’70 da David Mech. Questi studi suggerivano che i lupi vivessero in gruppi guidati da un maschio dominante che imponeva fisicamente il proprio controllo sugli altri membri del branco. Tuttavia, studi successivi (effettuati da Mech ed altri etologi) sui lupi in natura hanno dimostrato che questa teoria è inaccurata. I lupi selvatici vivono in unità familiari dove la cooperazione, e non la dominanza, è la norma (Mech, 1999; Mech, 2010).

Dominanza

La dominanza si riferisce a una relazione tra individui dello stesso gruppo sociale, dove uno individuo esercita un controllo prioritario sulle risorse o l’accesso ad attività specifiche rispetto agli altri. Nei lupi, la dominanza può manifestarsi attraverso comportamenti che stabiliscono una gerarchia sociale all’interno del branco. Tuttavia, questa dominanza non si traduce necessariamente in aggressività costante, ma piuttosto in una struttura sociale stabilita e mantenuta attraverso segnali di comunicazione e interazioni sociali.

Aggressività

L’aggressività è un comportamento volto a intimidire o danneggiare un altro individuo. Nei cani, i comportamenti aggressivi possono derivare dalla paura, dall’ansia, dalla frustrazione, dalla protezione delle risorse o dalla malgestione. È importante distinguere tra aggressività e dominanza; mentre la prima è una risposta emotiva o difensiva, la seconda è una questione di status sociale. Un vero leader nel branco non deve necessariamente essere aggressivo per mantenere la sua posizione, non ne ha bisogno.

Leadership

La leadership nei branchi di lupi e nei gruppi umani-canidi si basa sulla capacità di guidare e gestire il gruppo in modo efficace e senza imposizione. Un leader è colui che risolve problemi, gestisce le risorse e guida gli altri membri attraverso l’esempio e la competenza. Nei lupi, la leadership è spesso associata alla coppia riproduttiva che guida il branco con esperienza e cooperazione. Negli ambienti domestici, l’umano deve essere il leader, ma può farlo senza ricorrere alla dominanza, utilizzando invece la comprensione, la comunicazione e il rinforzo positivo.

Cani domestici e gerarchia

È importante capire che i cani domestici non sono lupi e non vivono in branchi come i loro parenti selvatici. I cani hanno sviluppato una relazione unica con gli esseri umani, e le dinamiche sociali dei cani domestici non possono essere direttamente paragonate a quelle dei lupi. I comportamenti che sono spesso interpretati come tentativi di dominanza nei cani sono in realtà risposte a fattori ambientali, stress o mancanza di educazione o addestramento appropriati. Sebbene i cani provengano dai lupi, hanno un periodo significativo di vicinanza con l’uomo nella loro filogenesi, che i loro antenati non avevano. Anche se i cani mostrano atti di dominanza, non si può ignorare che nella loro memoria c’è già la domesticazione, tanto vale sfruttarla.

La teoria della dominanza smentita

La teoria della dominanza è stata ampiamente criticata e smentita dalla comunità scientifica. Molti dei comportamenti che vengono etichettati come dominanti sono, in realtà, il risultato di malinterpretazioni. Ad esempio, i comportamenti aggressivi spesso derivano dalla paura o dall’ansia, piuttosto che da un desiderio di dominare. Il vero leader viene riconosciuto dal branco proprio perché ne è il capo naturale, ovvero colui che risolve problemi, gestisce e guida; quindi, non ha bisogno di essere aggressivo, ma piuttosto assertivo.

Provate a pensare a che disastro etologico sarebbe un branco che litiga continuamente per definire la gerarchia su qualunque cosa. Un tale ambiente creerebbe un gruppo disfunzionale, dove lo stress e i conflitti costanti comprometterebbero la coesione e la capacità del branco di sopravvivere e prosperare. La natura ha evoluto i cani (e i loro antenati lupi) per vivere in gruppi sociali ben strutturati, dove la cooperazione e la comunicazione efficace sono fondamentali per il successo del branco.

Promuovere una relazione basata sulla fiducia e sulla cooperazione è molto più efficace e rispettoso per i cani. Studi e ricerche (Bradshaw, 2012; Dunbar, 2004) hanno dimostrato che i metodi di addestramento basati sulla fiducia e sulla comprensione dei bisogni emotivi e psicologici dei cani sono più efficaci nel lungo termine. Questi metodi non solo migliorano il comportamento del cane, ma rafforzano anche il legame tra cane e proprietario, creando una relazione armoniosa e felice.

Approcci moderni all’educazione

Gli approcci moderni all’addestramento dei cani si basano sul rinforzo positivo, che si è dimostrato essere molto più efficace rispetto ai metodi basati, sull’interpretazione a volte molto personale, della dominanza. Il rinforzo positivo consiste nel premiare i comportamenti desiderati piuttosto che punire quelli indesiderati, costruendo così una relazione basata sulla fiducia e sulla cooperazione tra il cane e il proprietario (McConnell, 2003; Donaldson, 1996).

Gli studi sui lupi in cattività di David Mech

Contesto e motivazione

Negli anni ’60 e ’70, la conoscenza scientifica sulla biologia e il comportamento dei lupi era ancora limitata. Mech intraprese studi sui lupi di branchi diversi in cattività con l’obiettivo di comprendere meglio la loro struttura sociale, le dinamiche di branco e i comportamenti gerarchici. Questi studi erano fondamentali in un periodo in cui osservazioni sul campo dei lupi selvatici erano difficili da effettuare.

Metodologia

Mech osservò branchi di lupi in ambienti controllati, come parchi naturali e recinti, dove i lupi non avevano la libertà di movimento tipica del loro habitat naturale. Questi ambienti artificiali fornirono l’opportunità di osservare i lupi da vicino e per periodi di tempo prolungati, ma presentavano anche limitazioni significative.

Scoperte iniziali

Le osservazioni di Mech rivelarono comportamenti dominanti tra i lupi in cattività. I lupi spesso lottavano per il cibo e il controllo del branco, con un individuo che emergeva come dominante o “maschio alfa”. Questo individuo esercitava un controllo percepito sugli altri membri del branco attraverso la forza fisica e la dominanza.

  • Gerarchia lineare: Mech osservò che i lupi formavano una gerarchia lineare in cui ogni individuo aveva un posto specifico nell’ordine sociale, con un “maschio alfa” e una “femmina alfa” al vertice.
  • Comportamenti di dominanza: Questi includevano aggressioni, posture dominanti, e controllo dell’accesso alle risorse come il cibo e i luoghi di riposo.
Limitazioni degli studi

Le osservazioni di Mech sui lupi in cattività, sebbene illuminanti, erano influenzate da diversi fattori:

  • Ambiente artificiale: I lupi in cattività vivevano in spazi ristretti, senza la possibilità di cacciare o esplorare come farebbero in natura. Questo confinamento poteva intensificare i comportamenti aggressivi e di dominanza a causa dello stress e della mancanza di risorse.
  • Composizione del branco: I branchi in cattività erano spesso formati da individui non imparentati tra loro, a differenza dei branchi naturali che solitamente consistono di unità familiari. Questo poteva alterare le dinamiche sociali e aumentare i conflitti.
Revisione delle teorie

Con il progredire delle sue ricerche, Mech iniziò a studiare i lupi in natura, specialmente nel Parco Nazionale di Isle Royale e nelle regioni artiche. Le sue osservazioni sul campo mostrarono una realtà molto diversa:

  • Unità familiari: I branchi di lupi selvatici erano generalmente costituiti da unità familiari, con una coppia riproduttiva e i loro cuccioli. La cooperazione, piuttosto che la dominanza, era la chiave del successo del branco.
  • Gerarchia naturale: La struttura sociale era meno rigida e più fluida. La coppia riproduttiva, spesso denominata coppia alfa, guidava il branco non attraverso la forza ma attraverso la cooperazione e la coesione familiare.

Mech pubblicò i suoi nuovi risultati in articoli come “Alpha status, dominance, and division of labor in wolf packs” (1999) e “Whatever happened to the term alpha wolf?” (2010), ritrattando le sue precedenti conclusioni sui comportamenti di dominanza e sottolineando la necessità di interpretare i comportamenti in cattività con cautela.

Perché solo la coppia alfa si riproduce?

Nelle unità familiari dei lupi selvatici, la riproduzione è solitamente riservata alla coppia alfa, ovvero il maschio e la femmina dominanti. Questo comportamento ha basi ecologiche ed evolutive importanti:

  • Controllo delle risorse: La coppia alfa, essendo i leader del branco, ha accesso prioritario alle risorse come cibo e rifugi. Questo accesso garantisce che i cuccioli abbiano una maggiore probabilità di sopravvivenza grazie a una nutrizione adeguata e protezione.
  • Limitazione della competizione: Permettendo solo alla coppia alfa di riprodursi, il branco limita il numero di nuovi cuccioli nati ogni anno, riducendo così la competizione per le risorse. Questo equilibrio aiuta a mantenere la salute generale del branco.
  • Stabilità del branco: La riproduzione limitata alla coppia alfa contribuisce a mantenere la stabilità e la coesione del gruppo. I membri subordinati del branco, spesso figli della coppia alfa, aiutano nella cura e nell’addestramento dei cuccioli, rafforzando i legami familiari e la cooperazione all’interno del branco.

Competizioni agonistiche e leadership nei lupi

Contesto e comprensione storica

In passato, gli studi sui lupi in cattività suggerivano che la leadership nel branco fosse ottenuta attraverso competizioni agonistiche. Tuttavia, queste osservazioni sono state condotte in ambienti artificiali, dove i lupi erano costretti a convivere con individui non imparentati in spazi limitati, provocando dinamiche sociali anormali.

Osservazioni nei lupi selvatici

Gli studi condotti sui lupi in natura, come quelli di David Mech, hanno rivelato una realtà diversa:

  • Struttura familiare: I branchi di lupi selvatici sono generalmente unità familiari composte da una coppia riproduttiva e i loro cuccioli. La gerarchia si basa sulla cooperazione piuttosto che sulla dominanza aggressiva.
  • Leadership naturale: La coppia riproduttiva guida il branco attraverso la cooperazione e la cura familiare, non attraverso la forza bruta. Il vero leader è colui che risolve i problemi, gestisce le risorse e guida il branco, senza necessità di aggressività.
Fonti scientifiche

Per chi desidera approfondire l’argomento, ecco alcune risorse utili:

  • David Mech
    • Mech, L. David. “Alpha status, dominance, and division of labor in wolf packs.” Canadian Journal of Zoology 77.8 (1999): 1196-1203.
    • Mech, L. David. “Whatever happened to the term alpha wolf?” International Wolf 20.2 (2010): 4-8.
  • John Bradshaw
    • Bradshaw, John. Dog Sense: How the New Science of Dog Behavior Can Make You a Better Friend to Your Pet. Basic Books, 2012.
    • Bradshaw, John. In Defence of Dogs: Why Dogs Need Our Understanding. Penguin, 2012.
  • Ian Dunbar
    • Dunbar, Ian. Before and After Getting Your Puppy: The Positive Approach to Raising a Happy, Healthy, and Well-Behaved Dog. New World Library, 2004.
    • Dunbar, Ian. How to Teach a New Dog Old Tricks: The Sirius Puppy Training Manual. James & Kenneth Publishers, 2003.
  • Patricia McConnell
    • McConnell, Patricia B. The Other End of the Leash: Why We Do What We Do Around Dogs. Ballantine Books, 2003.
    • McConnell, Patricia B. For the Love of a Dog: Understanding Emotion in You and Your Best Friend. Ballantine Books, 2006.
  • Jean Donaldson
    • Donaldson, Jean. The Culture Clash: A Revolutionary New Way to Understanding the Relationship Between Humans and Domestic Dogs. Dogwise Publishing, 1996.
  • Marc Bekoff
    • Bekoff, Marc, and Jessica Pierce. Wild Justice: The Moral Lives of Animals. University of Chicago Press, 2010.
    • Bekoff, Marc. The Emotional Lives of Animals: A Leading Scientist Explores Animal Joy, Sorrow, and Empathy—and Why They Matter. New World Library, 2007.
  • Sophia Yin
    • Yin, Sophia. How to Behave So Your Dog Behaves. TFH Publications, Inc., 2009.
    • Yin, Sophia. Perfect Puppy in 7 Days: How to Start Your Puppy Off Right. Cattledog Publishing, 2011.
Conclusione

Io abbraccio metodi di addestramento ed educazione basati su prove scientifiche e sul rinforzo positivo. Questo approccio non solo migliora il comportamento del cane, ma costruisce anche una relazione più forte e rispettosa tra il cane e il proprietario.

Utilizzando le informazioni e le risorse fornite, possiamo promuovere una comprensione più accurata e compassionevole del comportamento canino.

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