Ogni volta che impugno una lunghina per andare in traccia con il mio cane, mi rendo conto di quanto sia delicato il filo di comunicazione che ci lega. Nel Mantrailing, il cane è il protagonista indiscusso, mentre noi abbiamo il compito di accompagnarlo senza interferire, permettendogli di utilizzare al meglio le sue straordinarie capacità olfattive. Ma ciò che può sembrare semplice — seguire il cane e gestire la lunghina — nasconde una complessità che spesso diamo per scontata.
Lunghina: uno strumento di comunicazione potente e silenzioso
La lunghina non è solo un mezzo per collegarci fisicamente al cane, ma un vero e proprio strumento di comunicazione. Il cane percepisce ogni minimo movimento, ogni variazione di tensione, e le interpreta come messaggi precisi. Nel Mantrailing, ho osservato che basta una trazione leggera della lunghina per modificare il comportamento del cane.
Ad esempio, un piccolo tiro può essere interpretato come uno stop: il cane si ferma, pensando che abbia sbagliato, e perde la fiducia nella traccia. Allo stesso modo, se lo portiamo in una direzione sbagliata o ci spostiamo lateralmente, il cane può leggere quei movimenti come una conferma, deviando dalla traccia reale. Questo fenomeno, che potrebbe sembrare irrilevante, è in realtà un aspetto cruciale nella relazione tra conduttore e cane durante il lavoro olfattivo.
Come descritto da Horowitz (2016), i cani sono esperti nell’interpretare il nostro linguaggio non verbale e rispondono immediatamente a segnali fisici, anche involontari. Questo significa che ogni errore nella gestione della lunghina e della nostra postura può generare confusione e interferire con il lavoro del cane.
E il guinzaglio?
Questa riflessione sulla lunghina mi porta inevitabilmente a pensare al guinzaglio nella vita quotidiana. Se il cane è così sensibile nel Mantrailing, dove è concentrato e motivato, quanto è influenzato dal guinzaglio nelle nostre passeggiate quotidiane?
Ogni piccolo strattoncino, ogni variazione di pressione, ogni movimento involontario trasmette un messaggio. A volte, quel messaggio è chiaro: “Fermati”, “Vieni qui”, “Guarda questa direzione”. Ma quante volte, senza accorgercene, inviamo segnali confusi? Uno strattoncino mentre il cane annusa, un guinzaglio tirato mentre guarda qualcosa, un comando verbale che si sovrappone al segnale fisico… tutto questo crea una cacofonia di messaggi.
Come evidenziato da Bekoff e Allen (1997), i cani cercano costantemente di interpretare ciò che vogliamo comunicare. Quando inviamo segnali incoerenti, creiamo uno stato di frustrazione, non solo per loro ma anche per noi, poiché il cane non reagisce nel modo che ci aspettiamo. Questa disconnessione può portare a comportamenti problematici, come tirare al guinzaglio, fermarsi improvvisamente o ignorare i comandi.
Fiducia e chiarezza: ciò che il Mantrailing insegna
Nel Mantrailing, il nostro ruolo è imparare a fidarci del cane, lasciandolo libero di prendere decisioni. La lunghina, in questo contesto, deve essere uno strumento di connessione delicato, mai di controllo. Questo principio può essere applicato anche al guinzaglio nella vita di tutti i giorni.
Adottare una comunicazione chiara e rispettosa significa ridurre la confusione e permettere al cane di esprimersi con serenità. Come sottolinea Donaldson (1996), la fiducia è il pilastro di ogni relazione uomo-cane: il nostro compito è creare un ambiente in cui il cane possa comprendere facilmente i nostri messaggi e, allo stesso tempo, sentirsi libero di esplorare e imparare.
Come migliorare la nostra comunicazione con il cane
- Coerenza nei segnali: Evitiamo di inviare segnali contraddittori. Ogni movimento della lunghina o del guinzaglio dovrebbe avere un significato preciso.
- Minimizzare gli interventi: Impariamo a lasciar lavorare il cane, sia durante il Mantrailing che nella vita quotidiana. Non è necessario “correggerlo” continuamente.
- Osservare e adattarsi: Guardiamo il cane e impariamo a leggere il suo linguaggio. Questo ci aiuta a capire quando intervenire e quando lasciarlo fare.
- Ridurre la pressione: Evitiamo di tenere il guinzaglio o la lunghina tesi in modo continuo. Una connessione rilassata aiuta il cane a muoversi con naturalezza.
La prossima volta che prenderai una lunghina o un guinzaglio, fermati un momento a riflettere. Quanto sei consapevole dei segnali che stai inviando? Quante volte, senza volerlo, hai confuso il tuo cane?
Il guinzaglio, proprio come la lunghina, dovrebbe essere un filo sottile che unisce, non una catena che divide. È un invito a camminare insieme, a esplorare il mondo con fiducia e serenità. Quando impariamo a comunicare in modo chiaro e rispettoso, non solo miglioriamo il nostro rapporto con il cane, ma gli permettiamo di essere più sereno, più sicuro e più felice.
Bibliografia
- Bekoff, M., & Allen, C. (1997). Cognitive ethology: Slayers, skeptics, and proponents.
- Donaldson, J. (1996). The Culture Clash: A Revolutionary New Way to Understanding the Relationship Between Humans and Domestic Dogs.
- Horowitz, A. (2016). Being a Dog: Following the Dog Into a World of Smell.